Comunicazione politica e social media: come si costruisce il consenso politico online

comunicazione politica e social media

A maggio 2022 ho avuto il piacere di tenere un ciclo di lezioni su “comunicazione politica e social media” agli studenti del corso di LM in Scienza della Politica del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Sapienza di Roma. Introducendo gli argomenti che avremmo trattato durante i nostri incontri, ho esordito con la domanda “Che cos’è la comunicazione politica?”: chiederlo a Scienze Politiche sembra quasi scontato, ma la verità è che la comunicazione politica oggi si snoda talmente in una varietà di strumenti, medium e messaggi che porsi questa domanda è un passaggio imprescindibile per avvicinarci alla comprensione del fenomeno e alla sua efficacia nella sfera pubblica.

E allora che cos’è la comunicazione politica? Partendo dalla definizione di Mazzoleni per cui la comunicazione politica è lo «scambio e il confronto dei contenuti di interesse pubblico-politico prodotti dal sistema politico, dal sistema dei media e dal cittadino-elettore», ho voluto inquadrare il ciclo di lezioni nella cornice della costruzione del consenso e della leadership, passando attraverso la distribuzione dei messaggi nel dibattito pubblico.

La comunicazione politica, tanto quella offline quanto quella digitale, definisce il processo comunicativo anche a seconda dello strumento che viene scelto, in questo caso i social media: che sia nell’ambito delle arene che costituiscono lo spazio del dibattito offline o nella sfera del digitale – oggi molto più eterogeneo e rapido rispetto al primo – la comunicazione politica si definisce anche attraverso la pratica discorsiva, ovvero l’insieme dei processi di produzione, distribuzione e fruizione di un discorso. Pensare che i social media siano decontestualizzati o esonerati dalla pratica discorsiva è un errore: tweets, stories e post contribuiscono oggi a formare l’agenda politica e mediatica, dettando nuovi tempi e mettendo in gioco nuovi codici e processi comunicativi con i quali è imprescindibile non fare i conti. E in questo flusso si inserisce la persuasione, esercizio fondamentale nella pratica di costruzione del consenso, che oggi passa inevitabilmente anche attraverso video, Reels e Tik Tok.

Le slide di seguito raccolgono best practices e case history di successo (e non) pensate per dare esempi pratici al fine di avvicinare e avvicinarsi alla dimensione comunicazione politica e social media. Le prime slide forniscono una overview generale sulla comunicazione dei politici in questi anni, riportando esempi fruibili e campagne note su Facebook, Instagram e Twitter, e partendo dallo storytelling digitale di stampo statunitense, da Obama fino agli esempi italiani ed europei.

Le slide successive analizzano più da vicino la comunicazione su Instagram e Twitter, Facebook e Tik Tok, rivolgendo un occhio al pubblico (dai Millennials ai Boomer, fino alle Generazione Z) e all’evoluzione degli ultimi anni (dalla comunicazione di piazza del Movimento 5 Stelle fino alla comunicazione di crisi durante la pandemia, passando attraverso un’analisi del linguaggio politico adottato in questi anni dai partiti e della partecipazione), fino ad arrivare all’importanza di tweets e storie al pari di dichiarazioni ufficiali, supporto a battaglie di advocacy.

Le slide qui proposte riprendono anche case study recenti e contemporanei ai giorni che stiamo vivendo: troverete all’interno anche un passaggio sulla comunicazione su Twitter del presidente ucraino Volodymir Zelensky e al powerful politico della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Qui di seguito le slide:

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