#20e30: è l’ora di mettere sul tavolo delle politiche le giovani richieste

20e30

#20e30 è l’ora dell’aperitivo. E se poi siete del sud come me, è l’orario ideale per godersi birra e patatine vista mare. Ma l’occasione questa volta non ricorda la golden hour o il bagno al tramonto a fine agosto. #20e30 ha a che fare con la politica. O meglio, con i giovani – i ventenni e trentenni, come suggerisce l’hashtag per l’appunto – che con la politica si intrecciano, la vivono o la attraversano solamente. Ma molto spesso la subiscono. Due generazioni, un timing e una prospettiva (il 2030) sono gli elementi che ha pensato Lorenzo Pavanello, torinese, 29 anni e con l’esperienza professionale di consulente in innovazione digitale in ambito sanitario quando, all’indomani della crisi di governo, ha messo su una campagna che in meno di 24 ore ha registrato una partecipazione condivisa, ma soprattutto inaspettata, sui social media. Un appello ai partiti che raccoglie quello di un’intera generazione in vista delle elezioni del 25 settembre, ma che si rivolge soprattutto al governo post Draghi e al quale hanno già aderito le principali forze politiche in campo.

Ciao Lorenzo, benvenuto! Ci racconti l’iniziativa #20e30?

È nata totalmente a caso. Di fronte all’insofferenza nei confronti dell’amministrazione politica, di una nuova campagna elettorale e di fronte alle poche conquiste, o comunque una buona percentuale di queste, ottenuta con il PNRR, una sera [di fine luglio; ndr] mi è venuto in mente l’hashtag #20e30 che un po’ giocava su tre cose: la generazione dei ventenni e dei trentenni, l’orario che mi ero immaginato per lanciarlo sui social e 2030 come agenda programmatica. Ho inviato l’iniziativa ad alcune pagine sui social media che da lì, nel giro di neanche una giornata, hanno raccolto migliaia tra richieste e messaggi. Così abbiamo provato a raggrupparle con l’intenzione di farle ascoltare alle parti politiche.

E avete ricevuto un primo riscontro positivo…

Sì, in meno di un giorno alcuni partiti hanno accettato la sfida di #20e30 e si sono detti disposti ad aprire un dialogo e a inserire nei programmi elettorali proposte per le giovani generazioni.

Come avete strutturato l’iniziativa e come sta procedendo?

Con Aggiornamenti Quotidiani dalla Terza Repubblica (AQTR) [la pagina social a tema meme politici; ndr], che ha fatto da incubatore per l’iniziativa, ci siamo staccati dalla pagina, abbiamo creato un sito web e abbiamo messo su una squadra con nostri coetanei. Abbiamo costituito una struttura che vada oltre il 25 settembre. Vorremmo essere un faro per valutare che le misure vengano portate avanti – non soltanto dal governo -, ma per mettere in chiaro quali sono le “promesse” per le giovani generazioni. Un ruolo di garanzia per quelle misure condivise “su carta”. E il primo obiettivo che ci siamo dati è far sì che la nostra generazione capisca l’importanza non soltanto di votare, ma soprattutto del dialogo, che è fondamentale.

E dunque cosa succederà dopo il 25 settembre?

C’è bisogno che i giovani si interessino alla politica. Come #20e30 vogliamo essere un movimento dove la competenza viene prima di tutto, anche prima dell’età, e dare un nostro contributo nel risvegliare l’interesse.

Per scoprire 20e30.org e chi ha già aderito all’iniziativa:

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