La Stanza di ZITA!

Ci voleva il Covid: quante volte e su tante cose lo abbiamo detto in questi mesi. E sembra assurdo che un virus, che ci ha costretti a fermarci, ci abbia fatto scoprire nuovi linguaggi e comportamenti. Tra lieviti madre e abbonamenti digitali, una delle prime cose che abbiamo appurato è quanto sia fondamentale la comunicazione: politica, istituzionale, aziendale, pubblica. Con il lockdown ci siamo adattati – seppur con difficoltà agli inizi – a nuovi linguaggi e strumenti: dalle “chiamate” siamo passati alle “videochiamate”, spesso lunghe e sempre di gruppo; abbiamo scoperto che le riunioni di lavoro possono essere tranquillamente fatte in videocall, abbattendo tempi morti e senza affrontare lo stress di traffico e mezzi pubblici. Ci siamo abituati a webinar e dirette e abbiamo imparato le nuove regole dello stare online (no a videocamere spente). E abbiamo scoperto che lo smart working non è quell’antipatica modalità di lavoro che ci hanno raccontato in questi anni e che, dopotutto, non è poi così male.

Ecco perché, con questo spirito di cambiamento, ho deciso di dare vita a La Stanza di ZITA!: un ciclo di interviste per parlare insieme a professionisti, esperti, colleghi di comunicazione.

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