“Quello che è successo mercoledì 17 dicembre al Parlamento europeo non è solo un voto. È stato uno di quei momenti rari in cui senti che la politica su spinta dei cittadini può ancora cambiare davvero le cose. Per la prima volta, anche come cittadina europea, mi sono sentita parte di qualcosa di più grande di un singolo Paese, di una singola battaglia. Ho sentito che l’Europa non è solo un’istituzione lontana, ma uno spazio comune che può essere trasformato dall’impegno, dalla determinazione e dalla partecipazione delle persone”. A dirmelo è Alice Spaccini, co-coordinatrice italiana della campagna My Voice, My Choice per l’aborto libero e sicuro che ha raccolto oltre 1,2 milioni di firme in Europa.

Il sì del Parlamento europeo all’aborto libero e sicuro
Più di 20 milioni di donne non hanno accesso all’aborto. Non è una percezione. E il Parlamento europeo mette un punto a questo. Nella plenaria di dicembre, gli eurodeputati hanno votato a favore dell’aborto sicuro e legale nell’UE, ad oggi non garantito appieno in Europa e ostacolato in molti Stati membri.
Con il voto favorevole, in linea con la risoluzione My Voice My Choice (che ha raccolto oltre 1,12 milioni di firme), il Parlamento europeo chiede alla Commissione europea di istituire un supporto finanziario e sostenuto con i fondi dell’UE per permettere agli Stati membri di garantire l’accesso all’interruzione sicura della gravidanza alle persone che non hanno accesso a un aborto sicuro e legale.
“Il sostegno del Parlamento europeo a My Voice, My Choice è un riconoscimento politico potente: milioni di cittadine e cittadini hanno detto che l’accesso all’aborto sicuro e legale non può dipendere dal codice postale in cui si nasce. E quel messaggio, mercoledì scorso, è arrivato forte e chiaro nelle aule di Strasburgo”, sottolinea Spaccini. “Una vittoria che nasce dal basso, da firme raccolte in qualsiasi condizione metereologica, da discussioni difficili, da una mobilitazione che ha attraversato tutta l’Europa. E l’Italia ha avuto un ruolo decisivo”.
My Voice My Choice: milioni di voci per una voce sola, quella dei diritti
“Come co-coordinatrice italiana, so che senza il lavoro instancabile di centinaia di volontarie e volontari” – mi spiega così Spaccini il lavoro della campagna My Voice My Choice – senza la forza delle reti territoriali, oggi non saremmo qui a parlare di una vittoria politica europea. In un momento storico in cui i diritti delle donne vengono messi in discussione e le destre radicali avanzano, questo voto dimostra che un’altra Europa è possibile. Un’Europa che nasce dal basso, che ascolta, che sceglie di non voltarsi dall’altra parte”.
Con la risoluzione approvata, gli eurodeputati chiedono un’azione europea più incisiva per tutelare l’autonomia corporea e l’accesso universale a questi diritti, inclusi l’informazione sulla pianificazione familiare, la contraccezione accessibile e l’assistenza materna.
Adesso la Commissione europea ha tempo fino a marzo 2026 per individuare quali misure, legislative e non, che vorrà prendere.