Ecco Leonardo, il supercomputer made in Europe inaugurato a Bologna

Ecco Leonardo, il supercomputer made in Europe inaugurato a Bologna

Si chiama Leonardo ed è il quarto supercomputer più potente al mondo nella Top500 globale e uno dei tre precursori dei sistemi exascale della rete EuroHPC (High Performance Computing). E non è un caso che si sia scelto di chiamare proprio come da Vinci – inventore, scienziato e artista – una grande innovazione che proietta l’Italia e l’Europa nel futuro.

Si trova a Bologna presso la sede del CINECA (il Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale cui aderiscono 103 enti pubblici) e con le sue 250 trilioni di operazioni al secondo (250 Petaflop) e 3500 server (accelerati con 4 GPU per ogni server), Leonardo è formato per fare simulazioni scientifiche in aree come material science, astrofisica, calamità naturali, cybersecurity e anche medicina predittiva, permettendo a ricercatori principalmente italiani ed europei di avanzare in questi settori. Leonardo sarà, infatti, in grado di contribuire alla mitigazione e gestione di rischi dovuti a situazioni estreme, così come di permettere di intervenire in maniera più precisa nei casi di eventi naturali e vulcanici, terremoti e inondazioni improvvise, oltre che nella lotta contro le situazioni pandemiche e le epidemie. Un vero gioiello per lo sviluppo e il progresso, firmato Atos e Nvidia alla costruzione e su cui sono stati investiti 120 milioni di euro (dal MUR) e 120 milioni aggiuntivi da EuroHPC Joint Undertaking. Enti di ricerca, università e aziende italiane potranno accedere al 50% della potenza di calcolo generata da Leonardo, mentre il resto sarà utilizzato dai Paesi partecipanti al progetto.

A cosa serve un supercomputer

Cambiamenti climatici così come terremoti, incendi e fenomeni naturali sono tra i campi in cui un supercomputer può fare una notevole differenza. A spiegarci come funziona, Daniele Cesarini, uno degli architetti di Leonardo e HPC Technology Specialist, che nel nostro tour tra i server, ci ha raccontato come i sistemi di elaborazione come Leonardo possono “elaborare capacità di calcolo molto elevate ed eseguire operazioni complesse”, compresa la capacità di riscaldamento dello stesso Tecnopolo nella Data Valley bolognese dove si è tenuta la cerimonia di inaugurazione. Cesarini ci spiega, infatti, che “come questa struttura non ci sono altri duplicati al mondo” e nel costruirla si è pensato al suo efficientamento energetico. Leonardo, infatti, garantisce un sistema di raffreddamento a liquido diretto grazie alle piastre che si trovano nella parte superiore delle schede madri di calcolo: circolando attraverso queste, è possibile estrarre il 95% del calore distribuito all’interno dei rack (ovvero i grandi “armadi” che contengono i server) e di utilizzarlo.

L’inaugurazione

Il 24 novembre è stato inaugurato ufficialmente Leonardo al Tecnopolo CINECA di Bologna. Io ho seguito l’evento insieme ai DigitalEU Ambassadors della DG Connect della Commissione europea che, per l’occasione, hanno raccontato questa giornata molto importante per l’innovazione made in Italy e made in Europe. Abbiamo letteralmente visto Leonardo e osservato da vicino le potenzialità di questo supercomputer, nell’impulso che darà senza dubbio al nostro Paese, ma anche all’Unione europea, oggi proiettata verso la sovranità tecnologica. Ed è proprio la sovranità tecnologica l’asset su cui vuole lavorare l’UE. Un concetto più volte ripreso in questi anni dalle istituzioni europee, ma anche dai leader (Macron per primo ne ha parlato – già nel 2017, nel suo discorso alla Sorbona di Parigi – partendo dall’autonomia strategica di cui dovrebbe dotarsi l’Unione europea). Supercomputer e anche semiconduttori sono i due binari su cui si sta muovendo la Commissione europea: da una parte incoraggiando e supportando l’innovazione, dall’altra mettendo un booster all’industria tecnologica. E non solo. Intanto, guardiamo al futuro, proprio come faceva Leonardo.

Da vedere

Elania Zito
Elania Zito

Sono Elania e sono una Digital Communication & PR Strategist. Sono specializzata in comunicazione e linguaggi, in particolare in comunicazione europea e integrazione europea. Racconto l’Europa fuori dalla bolla con la mia newsletter Bubble e il podcast settimanale UEcup!, ho un Dottorato di Ricerca in Studi Politici e lavoro principalmente con Bruxelles. Ho scritto “La comunicazione politica in Italia” e un saggio sulla leadership di Mario Draghi.

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